Outsourcing dei processi produttivi

Outsourcing è il termine che, in ambito produttivo, indica le pratiche adottate dalle imprese per esternalizzare alcune fasi della produzione. E’ quindi un approvvigionamento esterno di mezzi, strutture e servizi per aumentare l’efficienza produttiva.

Outsourcing della produzione: una tendenza in crescita

L’outsorcing viene applicato quando l’azienda attua una politica di contenimento dei costi.

Esternalizzando, infatti, le aziende incaricano dei fornitori esterni di gestire una o più fasi in precedenza svolte direttamente. Questo può avvenire in modo continuato e per un periodo di tempo regolarmente definito.

Con questa scelta l’azienda abbatte i costi, a vantaggio dell’efficienza.
Ecco alcune voci di costo che una politica di outsourcing permette di tagliare:

1   manutenzione delle strutture

2   manutenzione degli impianti

3   manutenzione delle apparecchiature

4   amministrazione e costi del personale

Trasferendo a fornitori esterni le fasi non cruciali del processo produttivo, l’impresa può concentrare le proprie risorse sulle attività strategiche.
Ottimizzazione delle risorse e incremento della competitività: i vantaggi di questa politica

L’outsorcing implica sicuramente una scomposizione del processo produttivo.

Infatti un’impresa medio-grande (ma oggi la pratica coinvolge anche le aziende di dimensioni minori) mantiene il core business e affida fasi marginali o accessorie della sua produzione ad altre imprese specializzate.

Il nucleo essenziale di risorse umane e materiali che costituiscono l’identità dell’azienda resta quindi interno. Le fasi non strategiche vengono invece portate all’esterno e vengono realizzate coordinandosi con altre strutture.

Si tratta dunque di un nuovo modello organizzativo che, oltretutto, si sta espandendo sempre più.

In Italia fino al 2003 questo fenomeno era scoraggiato dalla legislazione all’epoca in vigore.
La nuova normativa (introdotta appunto nel 2003) ha invece regolamentato i principali strumenti utilizzati per esternalizzare la produzione o fasi della stessa, cercando di contemperare due contrapposte esigenze: la libertà di impresa, da un lato, e la tutela dei lavoratori in merito alla continuità del rapporto di lavoro, dall’altro.

La politica di esternalizzare una o più attività del processo produttivo può portare numerosi vantaggi all’azienda. Ad esempio si riducono i costi e gli investimenti da sostenere.

Ma la stessa politica può comportare anche dei rischi, tra cui la perdita del controllo o delle competenze produttive, oppure problemi nella gestione del rapporto col fornitore scelto.

Per questo l’outsourcing è consigliato in presenza di queste condizioni:

le eccellenze italiane

I costi operativi della funzione da esternalizzare siano in tendenziale ascesa, tali da rendere la stessa non più conveniente per l’azienda
le eccellenze italiane

L’attività non costituisca per l’azienda una funzione di primaria importanza o abbia un peso importante nella definizione del core-business aziendale
le eccellenze italiane

Il rapporto con l’impresa subfornitrice consenta di avere accesso a competenze professionali non presenti in azienda

Qualora invece esistano condizioni contrarie a quelle appena esposte, la scelta di esternalizzare deve essere ponderata con attenzione.

In particolare non è consigliato esternalizzare:

1   quando le attività in questione siano fortemente legate al core business aziendale

2   quando i costi interni dell’attività siano sotto controllo o comunque adeguati

3   quando esista l’impossibilità di controllare le attività da rendere esterne

4   quando si rischia di instaurare una forte dipendenza dal fornitore scelto

 

“Si va oltre i confini dell’impresa, ma con cautela e responsabilità.”

 

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