L’industria manifatturiera è un settore che richiede oggi un’efficienza senza compromessi e uno degli strumenti più potenti per raggiungere questo obiettivo sono i KPI di produzione (Key Performance Indicators), ovvero gli indicatori chiave di performance.
Questi indicatori offrono preziose informazioni sulle prestazioni e sull’andamento dei processi produttivi, evidenziando le inefficienze, le lacune e le opportunità di miglioramento nel ciclo di produzione.

KPI di produzione: cosa sono e perché sono utili?
In molte aziende manifatturiere, una parte significativa della produzione si perde tra scarti, rilavorazioni e inefficienze non monitorate. Il problema? Spesso questi costi restano nascosti: emergono solo a fine mese, quando è troppo tardi per intervenire.
Senza dati chiari e aggiornati, diventa difficile capire dove si generano gli sprechi e quali azioni intraprendere per migliorare davvero l’efficienza operativa.
I KPI di produzione (qui una guida completa agli indicatori di efficienza degli impianti) sono le metriche chiave per monitorare le performance produttive e individuare in modo oggettivo inefficienze, sprechi e aree di miglioramento.
In questo articolo vedremo quali KPI utilizzare per ridurre scarti e inefficienze, con esempi pratici e strumenti concreti per applicarli in produzione. Parleremo anche di come l’utilizzo di un buon sistema di KPI si inserisce in una più ampia applicazione della filosofia della Lean Production.
Importanza dei KPI nella riduzione degli scarti
Abbiamo detto all’inizio che l’utilizzo dei KPI è fondamentale per controllare e migliorare il processo produttivo al fine di ridurre gli scarti.
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Possono derivare da difetti del processo, non conformità dei materiali, errori umani o inefficienze nelle operazioni.
Ci sono specifici KPI legati alla qualità del prodotto, all’efficienza delle macchine e ai tempi di produzione, che identificano i punti critici, gli sprechi e le inefficienze nel ciclo produttivo.
KPI e Lean Production: misurare per eliminare gli sprechi
I KPI di produzione non sono solo numeri: sono strumenti operativi fondamentali per applicare i principi della Lean Production.
- Plan: definisci obiettivi e KPI
- Do: esegui il processo produttivo
- Check: misuri le performance attraverso i KPI
- Act: intervieni per eliminare inefficienze
Senza KPI affidabili, la fase di “Check” viene meno, e il miglioramento continuo si blocca.
In particolare, i KPI permettono di individuare e ridurre i 7 sprechi (muda) tipici della produzione:
- sovrapproduzione
- attese
- trasporti inutili
- processi inefficienti
- scorte eccessive
- movimenti inutili
- difetti
Indicatori come First Pass Yield, Tasso di Scarto e OEE sono direttamente collegati a questi sprechi e permettono di intervenire in modo mirato per migliorare efficienza e qualità.
Esempi di KPI utilizzati nel settore manifatturiero per il controllo degli scarti

In realtà possono variare a seconda di quali parametri l’azienda sceglie di controllare o di quali obiettivi deve raggiungere.
Ci sono però alcuni KPI comuni nel settore manifatturiero.
questo KPI misura l’efficienza dell’utilizzo delle risorse, come attrezzature, macchinari e operatori. Calcolando il rapporto tra il tempo di utilizzo effettivo e il tempo totale disponibile, le aziende possono identificare i ritardi o le inattività e apportare modifiche per migliorare l’efficienza.
è l’indicatore che misura la quantità di prodotti o materiali che vengono scartati o non conformi alle specifiche di qualità. Uno scopo fondamentale dei KPI nella produzione è quello di ridurre al minimo gli sprechi e gli scarti, identificando le cause principali e implementando azioni preventive o correttive.
misura la quantità di prodotti o unità prodotte nel corso del tempo, fornendo un’indicazione delle prestazioni generali della linea di produzione. Aiuta a valutare l’efficienza e l’efficacia del processo produttivo e a identificare eventuali limiti di capacità o aree di miglioramento.
misura la percentuale di prodotti che superano con successo tutti i controlli di qualità. Un aumento di questo KPI indica miglioramenti nella produzione e, di conseguenza, una riduzione degli scarti.
First Pass Yield (FPY) indica la percentuale di prodotti realizzati correttamente al primo tentativo, senza necessità di rilavorazioni.
👉 Formula:
FPY = (pezzi conformi al primo passaggio / totale pezzi prodotti) × 100
👉 Esempio pratico:
Se su 1.000 pezzi prodotti, 920 sono conformi al primo colpo e 80 richiedono rilavorazione:
FPY = (920 / 1000) × 100 = 92%
Questo significa che l’8% della produzione genera costi aggiuntivi.
Perché è importante?
Un FPY basso indica problemi di qualità e inefficienze nel processo. Ogni rilavorazione comporta:
- aumento dei tempi di produzione
- maggiore utilizzo delle risorse
- incremento dei costi operativi
Migliorare il FPY significa ridurre direttamente gli sprechi legati ai difetti e aumentare la redditività della produzione.
KPI che misura la percentuale di guasti di macchinari o attrezzature durante il processo di produzione. Monitorando i tassi di guasto, le aziende possono programmare interventi di manutenzione preventiva, riducendo il rischio di fermi improvvisi della produzione.
l’indicatore che misura l’efficienza delle macchine e delle attrezzature durante il periodo di produzione. Per l’azienda, massimizzare l’OEE significa ottimizzare l’utilizzo delle risorse e ridurre il tempo di fermo delle macchine.
Leggi come calcolare l’OEE
questo KPI misura il tempo necessario per completare un ciclo di produzione, dal momento in cui si inizia a lavorare su un prodotto fino alla sua consegna. Un tempo di ciclo lungo può spesso portare a un aumento degli scarti, poiché i materiali possono subire danni o deteriorarsi durante il processo. Monitorare e ridurre il tempo di ciclo attraverso metodologie come la Lean Production può contribuire a ridurre gli scarti e a migliorare l’efficienza complessiva del processo produttivo.
Questi sono solo alcuni esempi di KPI che le aziende manifatturiere possono utilizzare per monitorare le prestazioni produttive e ridurre gli scarti. E anche per applicare una cultura di Lean Production.
Sono infatti parametri che aiutano sicuramente a ridurre gli sprechi, migliorare i processi e perseguire la produzione snella. Trasformano quindi l’uso dei dati in un miglioramento continuo e tangibile.
Un esempio concreto: ridurre gli scarti in una azienda metalmeccanica
👉 Un’azienda metalmeccanica con produzione su commessa monitorava gli scarti solo a fine giornata, tramite fogli Excel compilati manualmente.
Il problema?
I dati arrivavano troppo tardi per intervenire, e le cause degli scarti restavano poco chiare.
Ora, con l’introduzione di un sistema MES integrato (come Bravo Manufacturing):
- gli scarti vengono rilevati automaticamente macchina per macchina
- i dati sono disponibili in tempo reale
- è possibile analizzare le cause (fase, operatore, macchina)
Risultati raggiunti:
- riduzione significativa delle rilavorazioni
- maggiore controllo sul processo produttivo
- miglioramento dell’efficienza complessiva (es. aumento OEE)
Questo approccio permette di passare da una gestione “a posteriori” a un controllo operativo continuo.
KPI per tipologia di spreco: come collegare dati e Lean
Per applicare concretamente la Lean Production, è fondamentale associare ogni tipo di spreco a uno o più KPI.
Ecco allora alcuni degli indicatori più rilevanti:
Questa mappatura permette di trasformare i KPI in uno strumento concreto per individuare e ridurre gli sprechi, rendendo il miglioramento continuo realmente applicabile in produzione.
Come monitorare i KPI di produzione: il software MES
Ma passiamo all’aspetto pratico, operativo.
Cosa serve per impostare un sistema di KPI e controllare i processi?
Per tutti i KPI di produzione – quindi anche per quelli sugli scarti – è utile sfruttare i software specialistici.

Il software MES automatizza le attività legate alla raccolta dei dati. Per questo, consente un monitoraggio dettagliato delle performance produttive attraverso dashboard intuitive e report personalizzati, mettendo a disposizione dei responsabili di produzione informazioni immediate sullo stato operativo.
Il vantaggio è ancora maggiore se il MES è interconnesso alle macchine.
In questo caso (parliamo di tecnologie 4.0), l’integrazione tra sistemi di controllo numerico (CNC), sensori avanzati delle macchine e sistema di raccolta dati permette di ottenere dati in tempo reale sulle prestazioni delle attrezzature. Questa connettività facilita il monitoraggio continuo di uno dei KPI principali in produzione, l’OEE, e l’identificazione rapida di eventuali guasti o rallentamenti.
I vantaggi del software MES
Per rendere più facile il monitoraggio degli indicatori sugli scarti – e in generale di tutti i KPI – il software MES utilizza soluzioni di visual management. In particolare i MES offrono grafici, cruscotti e dashboard facili da consultare, permettendo una rapida interpretazione dei dati.

Molti sistemi MES sono oggi disponibili in versione web e quindi garantiscono un accesso a queste informazioni da qualsiasi dispositivo e da qualsiasi luogo.
Molti MES sono anche completi di funzionalità IoT per raccogliere i dati automaticamente dalle macchine. Questo sicuramente facilita il calcolo di tanti indicatori e anche dell’OEE, perché al sistema arrivano in tempo reale dati importanti sul funzionamento delle macchine e sulle prestazioni produttive.
Possiamo quindi dire in tutta certezza che l’utilizzo di software MES avanzati e l’implementazione di tecnologie IoT rappresentano soluzioni efficaci per il monitoraggio dei KPI di produzione e per il miglioramento delle prestazioni produttive. Questo approccio integrato infatti non solo fornisce una visione completa delle performance, ma costituisce anche la base per un controllo di processo preciso e una gestione strategica della produzione.
Conclusione: per l’efficienza produttiva sfrutta i KPI per ridurre gli scarti
Cosa abbiamo capito da questa analisi?
Che puoi migliorare la tua produttività e ridurre gli sprechi in fabbrica implementando un sistema di monitoraggio dei KPI di produzione.
Parliamo infatti di indicatori che sono un potente strumento per identificare le aree critiche, individuare le inefficienze e prendere decisioni correttive tempestive.
Grazie all’adozione di strumenti e software specializzati (come i software MES) puoi implementare un sistema robusto di KPI e iniziare a prendere decisioni basate sui dati.
In questo modo puoi raggiungere l’obiettivo di massimizzare la produttività e minimizzare gli sprechi.
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F.A.Q.
Rispondiamo alle domande più frequenti su questo argomento.
Come i KPI aiutano a ridurre scarti e sprechi in produzione?
I KPI di produzione permettono di misurare in modo oggettivo dove si generano inefficienze, come scarti, rilavorazioni e tempi morti. Monitorando indicatori come Tasso di Scarto, OEE e First Pass Yield, le aziende possono individuare le cause degli sprechi e intervenire in modo mirato per ridurli.
Quali sono i KPI più utili per monitorare gli scarti in produzione?
I principali KPI per controllare gli scarti sono:
- Tasso di Scarto
- First Pass Yield (FPY)
- Tasso di Resa
- OEE (per valutare l’impatto complessivo sull’efficienza)
Questi indicatori permettono di monitorare la qualità del processo e individuare rapidamente le aree critiche.
Come si calcola il Tasso di Scarto in produzione?
Il Tasso di Scarto misura la percentuale di prodotti non conformi rispetto al totale prodotto.
Formula:
Tasso di Scarto = (pezzi scartati / totale pezzi prodotti) × 100
Esempio:
Se su 1.000 pezzi prodotti, 50 sono scarti:
Tasso di Scarto = (50 / 1000) × 100 = 5%
Qual è la differenza tra First Pass Yield e Tasso di Resa?
Il First Pass Yield (FPY) misura la percentuale di prodotti realizzati correttamente al primo tentativo, senza rilavorazioni.
Il Tasso di Resa, invece, considera il totale dei prodotti buoni finali, includendo anche quelli rilavorati.
In sintesi:
- FPY → qualità al primo passaggio
- Tasso di Resa → qualità finale complessiva
Come i KPI di produzione supportano un programma Lean Manufacturing?
I KPI sono fondamentali per applicare la Lean Production perché permettono di misurare e ridurre gli sprechi (muda). Inseriti nel ciclo PDCA, aiutano a monitorare le performance, individuare inefficienze e migliorare continuamente i processi produttivi attraverso dati concreti.
Qual è il ruolo del software MES nel monitoraggio dei KPI di produzione?
Un software MES raccoglie automaticamente i dati dalle macchine e li trasforma in KPI operativi aggiornati in tempo reale. Questo elimina la raccolta manuale, aumenta l’affidabilità dei dati e consente ai responsabili di produzione di prendere decisioni rapide e basate su informazioni precise.









